10/03/2010
Alice contro il drago Chimichanga !
Iniziare un articolo con una provocazione nel titolo di apertura forse non è la cosa più intelligente da fare in sede di recensione, si rischia di inimicarsi immediatamente gli appassionati del film e del libro da cui è tratto.
Perciò metto le mani avanti e, prima che arrivino i commenti sdegnati del tipo "Ignorante, il Jabberwocky c'è anche nel libro, leggi di più !" come già successo in altra sede, vi dico subito che sono pienamente cosciente del fatto che nel dittico di Lewis Carrol è presente il poemetto nosense del Jabberwocky con tanto di illustrazione che raffigura la creatura alata affrontata da Alice armata di spada.
Il punto è che quello presente nel film non è il Jabberwocky.
E' un drago, che per comodità chiameremo Chimichanga, direttamente uscito da un fantasy di serie B che parla con tono solenne per frasi fatte e che viene lanciato in battaglia a mo di Pokemon dalla Regina Rossa ed è questo il difetto più grande del film di Burton: quello di aver epurato il romanzo di Lewis Carrol di qualsivoglia ombra di intelligenza e ironia per trasformarlo in una sorta di film adolescenziale simil Cronache di Narnia in cui tutto ruota intorno alla preparazione a un'ingiustificata battaglia finale totalmente priva di pathos.
All'epoca dell'annuncio l'idea di distaccarsi dal romanzo non sembrava poi così pellegrina, probabilmente per via della fiducia riposta nel talento di Burton, un autore che ha fatto del gotico e del visionario un marchio di fabbrica e che quindi appariva come il candidato più adatto a riportare in vita, rielaborandolo in chiave personale, Il paese delle Meraviglie. A conti fatti, il Paese delle Meraviglie è un luogo privo di vita, triste e scontato che non ha nulla a che vedere con la freschezza e la vitalità dei luoghi creati in passato dall'autore. Non ci si aspettava che Burton avrebbe stravolto così radicalmente i personaggi, o meglio non ci aspettava che potesse farlo meramente in funzione di particolari scelte di casting. Mi riferisco al Cappellaio Matto, che matto non è, di Johnny Depp; un Jack Sparrow (la recitazione è praticamente identica) incipriato che ha decisamente troppo spazio sulla scena e troppa importanza nell'economia della trama del film. Tanto valeva dare a Depp la parte di Alice ! Ma lo stravolgimento sciagurato dei personaggi non si ferma a quello che è il vero protagonista del film: la Regina Rossa, ad esempio, non funziona come spietato tiranno e la sferzante ironia che caratterizzava il personaggio letterario va a farsi benedire.
Tutto questo sarebbe anche tollerabile se la narrazione non fosse così lacunosa e macchinosa: spesso ci si perde in lungaggini, in dialoghi senza senso recitati alla velocità della luce, in sequenze totalmente prive di logica, la cristallina semplicità di un Edward Mani di Forbice è lontana anni luce, in Alice in Wonderland tutto è contorto e inutilmente complicato. Anche le scenografie, da sempre punto di forza di Burton, sono la versione stanca e ridondante di quanto già proposto in passato dal regista di Burbank, così come le musiche di Danny Elfman che a ogni nuovo film rifà se stesso cambiando qualche nota a caso. Quello che ai tempi recenti de La Fabbrica di Cioccolato e Sweeney Todd sembrava solo una sensazione poco fondata si è qui rivelata invece una realtà concreta e palese: Burton ormai fa lo stesso film da almeno un lustro o meglio dopo quello che sembrava un punto di rottura nella sua filmografia, Big Fish, si è fossilizzato su archetipi e stilemi ormai stra-abusati e la freschezza del suo stile è ormai solo un pallido ricordo, il suo gotico e i suoi freak, una volta antoconformisti, si traducono ormai in un bieco conformismo commerciale.
Quando poi lo "strazio" sembra concluso ecco che arriva la Deliranza, una roba di una tristezza e uno squallore tali da far sembrare le volgarità di un qualsiasi cinepanettone umorismo di alta classe.
Infine, bisogna fare una considerazione sull'utilizzo del 3D totalmente fine a se stesso: estremamente confusionario, privo di profondità di campo, a parte qualche sequenza girata appositamente per dimostrarne le capacità con oggetti che escono fuori dallo schermo, un pò come succede nelle attrazioni dei parchi giochi. Insomma, se Avatar era un manuale su come utilizzare a dovere questa "novità" tecnologica, Alice in Wonderland è, di contro, un modo come un altro per spillare qualche euro in più allo spettatore. Corsi e ricorsi storici: un pò come successe con Pixar e la rivoluzione CGI del cinema d'animazione, appare evidente che molti si cimenteranno nel 3D per mero calcolo economico e senza l'ombra della passione che Cameron ha riposto nella sua creatura.
Sinceramente non mi aspettavo che uno dei primi a farlo sarebbe stato un autore tutto sommato poco convenzionale come Tim Burton.
12:28 Scritto da: alexdiro in Recensioni | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
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23/01/2010
I Migliori del 2009
Oggi è il 23 Gennaio del 2010 e io ancora non mi adeguo alla totalità di blog e siti di cinema che hanno pubblicato le loro classifiche dei Migliori Film dell'anno scorso. Non mi sembra il caso di indugiare oltre, quindi eccovi la mia top ten 2009 con le mie piccole motivazioni per ognuno dei film nominati, rigorosamente in ordine sparso.
Bastardi Senza Gloria di Quentin Tarantino (USA)
E' il film di Tarantino più compiuto e maturo sul piano formale, divisione in capitoli, soliti grandiosi dialoghi e citazionismo a go-go, sa dirigere i propri attori come pochi altri colleghi e dimostra di aver imparato tanto dai maestri da cui ha sempre preso spunto: la meravigliosa sequenza iniziale è Sergio Leone puro. Quentin ha ucciso Hitler in un cinema.
Gran Torino di Clint Eastwood (USA)
Ti aspetti che prima o poi faccia un passo falso, e invece continua a sfornare senza sosta film stupendi. Gran Torino è il suo canto del cigno da attore e il buon Clint ne approfitta per giocare con la figura da super-duro che i ruoli interpretati gli hanno ricamato addosso, in un film intimista, senza troppi fronzoli, che racconta una storia di tolleranza, di amicizia e di redenzione.
Up di Pete Docter (USA)
Un pò come Eastwood, la Pixar è stata la costante qualitativa del cinema americano del decennio appena trascorso: grazie ai suoi film, ha dimostrato di essere l'unico studios a sfruttare l'animazione digitale con il cuore e non per mero calcolo economico, privilegiando il messaggio e la storia piuttosto che la battuta facile. Up non fa eccezione, solita idea di base grandiosa e originale, è forse il film più maturo della Pixar per tematiche affrontate e narrazione. Meno ambizioso del precedente Wall-e ma ugualmente toccante e suggestivo.
Frost/Nixon di Ron Howard (USA)
Incalzante, accattivante, divertente e profondo i primi aggettivi che mi vengono in mente pensando a Frost/Nixon, film splendidamente orchestrato dall'ex di Happy Days Ron Howard il cui vero punto di forza sono però le performance dei due attori protagonisti, Michael Sheen e sopratutto Frank Langella: a differenza di molti altri attori che si cimentano nell'interpretazione di personaggi realmente esistiti scimmiottandone tic e atteggiamenti, il suo Richard Nixon è una splendida rielaborazione in chaive personale dell'ex Presidente degli USA che non scade mai nel caricaturale.
Valzer con Bashir di Ari Folman (Israele)
Dopo Persepolis, con Valzer con Bashir il cinema d'animazione dimostra ancora una volta di saper riflettere intelligentemente su argomenti delicati, come il massacro di Sabra e Shatila durante la guerra del Libano: attraverso un'animazione scarna fatta di bordi e campiture omogenee e una struttura da documentario, l'autore interpreta i propri sogni (le sequenze oniriche sono meravigliose) e riflette sulla responsabilità e sul senso di colpa con una delicatezza fuori dal comune.
Ponyo sulla Scogliera di Hayao Miyazaki (Giappone)
Non ha la complessità visiva de Il Castello Errante di Howl, nemmeno la narrazione de La Città Incantata, ma l'ultima pellicola del maestro giapponese Hayao Miyazaki nella sua semplicità, nel disegno e nella trama, è di una bellezza disarmante. Ci si affeziona senza difficoltà alla piccola Ponyo e al suo amico Sosuke. In sottofondo solito, ma mai banale, messaggio ambientalista tanto caro all'autore.
Lasciami Entrare di Tomas Alfredson (Svezia)
In questi tempi bui di mode passeggere, di vampiri buoni che mangiano verdure e che al sole sbrilluccicano in costosissimi film mediocri, dalla Svezia arriva un meraviglioso piccolo film dell'infanzia dalle tinte fortemente dark che rielabora efficaciemente la figura del vampiro sullo sfondo di una struggente storia di amicizia.
I Love Radio Rock di Richard Curtis (UK)
La folle storia di una radio indipendente degli anni 60 che manda in onda pezzi rock ininterrottamente 24 ore su 24 e dei suoi folli DJ, perseguitati dal governo britannico e costretti a trasmettere da una barca che naviga in acque internazionali. Divertente e surreale, è pregno di umorismo british all'ennesima potenza, la colonna sonora è da ascoltare e ri-ascoltare.
Nel Paese delle Creature Selvagge di Spike Jonze (USA)
Altro fantastico film dell'infanzia in pieno stile Jonze, regista formatosi nel mondo del videoclip, abituato a far parlare le immagini piuttosto che la sceneggiatura. Bisogna sforzarsi di ragionare come avreste ragionato a 10 anni per apprezzare a pieno questa pellicola estremamente poetica che racconta una storia di presa di coscienza delle proprie responsabilità.
A Serious Man dei Fratelli Coen (USA)
Vale lo stesso discorso fatto per Bastardi Senza Gloria: è il film formalmente più maturo e concreto dei fratelli Coen, un racconto apparentemente semplice e scarno che nasconde notevoli significati e riflessioni profonde nei suoi molteplici piani di lettura. Al solito a farla da padrona è l'ironia della sorte, il racconto che procede per accumulo di eventi e non per successione di essi, il finale che si risolve in un nulla di fatto.
La parola a voi, qual'è la vostra top ten 2009 ?
16:24 Scritto da: alexdiro in Classifiche | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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alexdiro Consiglia: Batman il Ritorno - Oggi Sabato 23 Gennaio su Italia 1 alle 14:00
Ormai nell'immaginario collettivo della mia generazione il mito cinematografico di Batman è quello di Batman Begins e (sopratutto) de Il Cavaliere Oscuro, due episodi che hanno sbancato il botteghino e che sono più o meno piaciuti a tutti, riportando in vita un personaggio che nella seconda metà degli anni 90 era stato affossato dai due pessimi episodi di Joel Schumacher.
A Christopher Nolan, regista dei film di cui sopra, va senza dubbio alcuno il merito di aver nobilitato le trasposizioni da fumetto con un capolavoro che per molto tempo sarà il metro di paragone per i film di genere.
Ma torniamo indietro nel tempo al 1989.
Prima di allora i comic movie erano film che si prendevano poco sul serio, scadevano spesso nel banale e rappresentavano i supereroi con toni ridanciani, come ad esempio il film di Batman con Adam West tratto dall'omonima serie tv.
Poi arrivò Tim Burton, un regista semi-esordiente con un passato da animatore Disney e un gusto particolare per il gotico che decise di cambiare le cose, e realizzò Batman, un film ad alto budget con un grande cast (Keaton, Nicholson, Basinger) che si rivelò seminale, dando le origini al comic movie così come lo conosciamo noi oggi.
Il film fu un successo straordinario e permise a Burton di girare un sequel il film Batman il Ritorno.
Liberatosi dell'onere di dover introdurre protagonista e personaggi ricorrenti, Burton da libero sfogo alla propria creatività scenografica e registica, ricreando una Gotham City mai così oscura e magnificente. Nel film Batman si trova a dover fronteggiare ben 2 nemici storici, Il Pinguino e Catwoman che appianate le prime divergenze stipulano un alleanza per togliere di mezzo l'uomo pipistrello.
Coadiuvato dal solito cast pieno di star (Christopher Walken, Michelle Pfeiffer, Danny de Vito) Burton realizza un film avvincente e a tratti incredibilmente poetico e visionario su personaggi che ben si adattano alle tematiche tanto care all'autore, quali il freak e il rapporto genitori-figli, che si muovono in un contesto che gli permette di dare libero sfogo al suo stile disturbante e magnificente. Riguardarlo oggi è un'occasione per gustarsi un Burton lontano dal manierismo recente e una pietra miliare del cinema.
E voi quale Batman preferite ? Quello di Burton o quello di Nolan ? E Perchè ?
ERRATA CORRIGE: IL FILM ADESSO IN ONDA SU ITALIA 1 NON E' BATMAN IL RITORNO, BENSI' L'EPISODIO PRECEDENTE BATMAN.
MI SCUSO DELLA SEGNALAZIONE SBAGLIATA, COMUNQUE VALE LA PENA VEDERLO.
13:21 Scritto da: alexdiro in alexdiro Consiglia in TV | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: batman, burton, film in tv |
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22/01/2010
Le uscite al cinema: Venerdì 22 Gennaio
E' venerdì ! E tempo di uscite cinematografiche !
E cosa ci offrono le sale nostrane dopo il weekend del fenomeno Avatar ? Buon cinema low budget di un figlio del cinema indipendente americano, un fastoso musical, un finto documentario sugli alieni, un piccolo film italiano che ha fatto discutere e altra roba assortita.
Ma andiamo con ordine a descrivere film per film cose vi aspetta:
Film Consigliato: Tra le Nuvole di Jason Reitman
Dopo il successo del meraviglioso Thank You for Smocking e del simpatico Juno (ve li consiglio entrambi), Jason Reitman (figlio del regista di Ghostbusters Ivan Reitman) torna al cinema con Tra Le Nuvole. Ryan Bingham, interpretato da George Clooney, è un cinico che di professione fa il "tagliatore di teste", ovvero viene ingaggiato dalle aziende per licenziare i propri dipendenti, la cui unica aspirazione è quella di accumulare il più alto numero di miglia annue percorse in aereo. Alcuni incontri e un'offerta di lavoro allettante lo porteranno a riconsiderare le proprie convinzioni e i propri valori. Apprezzato all'ultima Mostra del Cinema di Roma, ha ricevuto 6 nominations al Golden Globe e oltreoceano ha saputo conquistare pubblico (8.1 su imdb.com) e critica (cliccate qui). Durata: 109 Minuti.
Nine di Rob Marshall
Cast grandioso per il nuovo musical di Rob Marshall (già regista di Chicago) ispirato all'omonimo musical di Broadway a sua volta ispirato a 8 1/2 del nostro Federico Fellini: Nicole Kidman, Penelope Cruz, Sophia Loren, Fergie dei Black Eyed Peas, Daniel Day Lewis e chi più ne ha più ne metta. Tutto ruota intorno alla crisi creativa che attanaglia il regista italiano Guido Contini (Day-Lewis), circondato dalle donne della sua vita, muse ispiratrici, figure materne e coniuge che tentano di risollevarlo o di distrarlo ulteriormente. In Usa è stato un flop da qualsiasi punto di vista, personalmente ho sempre ritenuto che i musical non facciano parte della nostra cultura (un pò come la festa di Halloween) e, indipendentemente da qualsivoglia valutazione qualitativa, mi sono sempre avvicinato con diffidenza pregiudizievole a pellicole simili, spesso (e volentieri) smentito (vedi il meraviglioso Moulin Rouge, n.d.r. Grazie Anto)
Valutate voi: se amate le grandi star di Hollywood e digerite i film cantati dategli uno sguardo. Durata: 118 minuti.
Il Quarto Tipo di Olatunde Osunsanmi (non l'ho inventato io)
Il terzo tipo del film di Spielberg era il contatto diretto con entità aliene, il quarto tipo è invece il rapimento ed è l'argomento della pellicola in questione, interpretata da Milla Jovovich e altri semi-sconosciuti. Il Quarto Tipo è un mockumentary, ovvero un falso documentario come lo sono [REC] o Cloverfield, che sfrutta riprese a mano con la telecamera che traballa come nei video amatoriali e riprese standard, spesso in split-screen (per chi non è avezzo ai neologismi da videogioco, a schermo diviso a metà), che parla dell'esperienza della dottoressa Abigail Tyler riguardo un fatto accaduto nei primi giorni del 2000 a Nome in Alaska. Ovviamente le conseguenze scadranno nel paranormale.
E' stato criticato negativamente a destra e a manca, è piaciuto a pochi, ma se amate storie di Alieni e roba simile potrebbe interessarvi. Durata: 98 Minuti.
La Sorpresa: L'Uomo che Verrà di Giorgio Diritti
Vincitore del gran premio della giuria e del premio come Miglior Film al Festival del Cinema di Roma 2009, L'uomo che verrà racconta l'eccidio di Marzabotto, quando durante la Seconda Guerra Mondiale le truppe naziste che occupavano il territorio alle pendici del Monte Sole (Bologna) uccisero circa 770 italiani sospettati di essersi organizzati in una brigata partigiana. Il tutto visto dagli occhi di Martina, una bambina che ha visto morire tra le braccia il fratellino neonato. Non siate pregiudizievoli nei confronti del cinema italiano e più in generale nei confronti della nostra storia, date una possibilità a questo piccolo film che potrebbe regalarvi soddisfazioni filmiche notevoli. Durata: 117 minuti.
Escono anche Cuccioli-Il Codice Marco Polo e Presagio Finale di Guy Pearce, regista di Sherlock Holmes, di cui però non mi va di parlare.
La settimana prossima vi aspetteranno al cinema Bangok Dangerous (l'ennesimo film con il pessimo Nicolas Cage), Alvin Superstar 2 (...mah...) e Baciami Ancora (di Gabriele Muccino, sequel de L'Ultimo Bacio).
Commentate cosa andrete a vedere e perchè !
Dimostratemi che esistete, porca paletta !!!
12:16 Scritto da: alexdiro in Nuove Uscite | Link permanente | Commenti (2) | Segnala
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Grazie Martin, Golden Globes
Domenica scorsa si è tenuta la premiazione dei Golden Globe Awards 2009, il premio assegnato ai migliori film e prodotti televisivi assegnati dai circa 90 giornalisti della stampa estera iscritti all' HFPA (Hollywood Foreign Press Association) e le sorprese sono mancate !
Si, avete letto bene, non manca un "non", quest'ultima è stata una delle premiazioni più prevedibili e commerciali degli ultimi anni di un premio che è prevedibile e commerciale per definizione ufficiosa: si è sempre parlato dei Golden Globes come dei fratelli minori dei premi Oscar e l'HFPA, che tutto sommato ci tiene a mantere la nomea di "profeta" dei "fratelli maggiori", è sempre ben propensa a piegarsi alle leggi del mercato.
Le breaking news degli sfaceli che sta facendo Avatar al botteghino si rincorrono veloci come ghepardi e i record cadono come mosche, Cameron piace un sacco all'Academy (che gli diede 11 premi per Titanic) quindi praticamente è sicuro che ai premi Oscar farà incetta di statuette, e quelli del Golden Globe che fanno ?
Miglior Film e Miglior Regia !
Sia ben chiaro, ho già spiegato quanto mi sia piaciuto Avatar, è senza dubbio un gran film ed è diretto davvero con grande maestria. Parlo dell'utilità di questa premiazione, a cosa serve ?
Era veramente necessario cavalcare l'onda del successo del Blockbuster di James Cameron snobbando altri altrettanto (e forse più) meritevoli solo per puntare sul sicuro vincitore dei premi che contano ?
L'HFPA non poteva mostrare un pò più di coraggio e riconoscere i meriti a Tarantino che con il suo Bastardi Senza Gloria ha finalmente saputo mettere daccordo pubblico-critica e botteghino ?
Quello che mi ha veramente soddisfatto e che forse è stato il momento più alto della cerimonia è stata l'assegnazione del "Premio Cecil B.De Mille" alla carriera a Martin Scorsese, forse uno dei migliori registi della storia del cinema.
Qui sotto potete vedere il filmato della premiazione con un video tributo.
00:40 Scritto da: alexdiro in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: golden globes, martin scorsese, avatar, bastardi senza gloria |
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20/01/2010
alexdiro consiglia: Lettere da Iwo Jima - Domani Giovedì 21 Gennaio su Rete 4 alle 23:20

Inauguriamo la rubrica più utile di questo blog: alexdiro consiglia in tv.
In altre parole, mini recensioni dei migliori film che andranno in onda in tv, molto probabilmente a orari improponibili in seconda serata, perché si sa che chi stabilisce il palinsesto dei canali in chiaro ci tiene a mantenere una certa mediocrità di fondo, ormai tratto distintivo della nostra televisione, e programmare certi prodotti culturalmente più alti di una qualsiasi puntata del Grande Fratello in prima serata farebbe crollare gli ascolti o, peggio ancora, ridesterebbe le coscienze di molti.
Quindi, sempre che il giorno dopo non vogliate sembrare degli zombie a lavoro o a scuola o dovunque andiate di mattina, piuttosto che fare le ore piccole preparate il videoregistratore (oppure cliccate qui) per sconfiggere il sistema !
Il film che vi consiglio, che andrà in onda domani alle 23:30 come già specificato nel titolo, è Lettere da Iwo Jima, un film di Clint Eastwood, forse il miglior regista di questo decennio, sicuramente il più costante dal punto di vista qualitativo. Se non avete visto nulla di suo vi consiglio almeno una a caso fra le sue opere più recenti, il fantastico thriller Mystic River, i commoventi Million Dollar Baby e Changeling, Gran Torino, Gli Spietati, Flags of Our Fathers.
Lettere da Iwo Jima è un film SULLA guerra più che un film DI guerra; è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e racconta la battaglia di Iwo Jima dalla prospettiva dello sconfitto, l’esercito giapponese che perse così il controllo di un importantissimo punto strategico sulla scacchiera del conflitto.
A differenza di Flags of Our Fathers, che era più facilmente riconducibile a temi molto cari a Eastwood di decostruzione del sogno americano, l’intento di Lettere d Iwo Jima è di dare dignità allo sconfitto, e l’autore ci riesce brillantemente, con una delicatezza fuori dal comune. Dim
ostra che in guerra il nemico non è un’entità aliena priva di umanità quanto piuttosto un uomo comune, con le nostre stesse preoccupazioni, stessi sentimenti; un uomo al quale hanno messo un’arma in mano buttandolo nella mischia volente o nolente. E’ un film corale dalla struttura classica che sfrutta l’espediente narrativo del ritrovamento da parte di archeologi delle lettere mai inviate che i soldati giapponesi al fronte scrissero ai propri cari come cornice per raccontare la vicenda umana di alcuni protagonisti di quella battaglia. Una colonna sonora toccante e potente e la meravigliosa fotografia sgranata e dai colori desaturati, quasi un bianco e nero, completano un quadro di struggente bellezza che merita l’attenzione di ogni appassionato di cinema che si rispetti.
Piccola nota: io lo vidi al cinema in lingua originale sottotitolato in italiano, così com’è stato concepito. Molto probabilmente la versione che andrà in onda sarà quella uscita in dvd interamente doppiata in italiano. Personalmente consiglio la visione in lingua originale perché molto più coinvolgente e perché il doppiaggio per la versione home video è pessimo e finisce per snaturare l’ottima recitazione del cast.
Fatemi sapere cosa ne pensate, commentate, fatemi sentire che esistete !!
12:35 Scritto da: alexdiro in alexdiro Consiglia in TV | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
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